La tradizione della pietra e la modernità della tecnologia.

Il punto di partenza è il territorio e quello che
offre che, in questo caso, non è solo una risorsa
ma anche tradizione e storia: la Pietra di Trani.
Materiale che ha favorito lo sviluppo di un
settore, quello lapideo, in tutta la sua filiera.
Questa intervista è dedicata alla famiglia
Cioffi, al signor Michele e ai suoi figli Gaetano e
Francesco, soci della Cioffi Pietre di Trani.
La loro azienda è diventata, in oltre 30 anni, un
punto di riferimento nazionale per la vendita e
lo smistamento della Pietra di Trani e per una
vasta gamma di materiali e prodotti, di gran
qualità, provenienti dall’Italia e dall’estero,
stoccati ed esposti su una superficie di 15.000
metri quadrati. Ciò consente di offrire una
vasta gamma di prodotti e di far fronte a una
domanda di mercato sempre più esigente.
Della rete e delle vendite on line, oltre che dei
rapporti con alcune regioni italiane, si occupa
Francesco Cioffi.

Questo è il suo ruolo?
La regola è che tutti facciamo tutto. Oggi questo è il mio ruolo, ma cominciato vent’anni fa, quando avevo 16 anni, ma non ero dietro la scrivania. Sono stato addetto ai carrelli, poi al magazzino, poi alle vendite, sempre in giro per il Paese.
E’ servita quella scuola?
E’ stata essenziale, senza non sarebbe stato possibile stare dove sono ora. Bisogna vivere il lavoro per comprenderlo, stare sul campo e apprenderlo sul campo, non puoi essere al comando se non sai di cosa.
Questa azienda l’ha messa su suo padre…
Sì, 30 anni fa, quando aveva poco più di 30 anni di età.
Lui aveva cominciato con un certo tipo di prodotto per poi passare alle lastre di marmo, ai blocchi e, in genere, ai materiali che vanno per la maggiore. Da allora siamo cresciuti tanto fino a raggiungere una capacità di magazzino triplicata rispetto alla partenza.
Cosa vi differenzia dagli altri?
La nostra organizzazione del lavoro, i nostri 15.000 metri quadrati di esposizione – magazzino, che ci consente di essere sempre pronti a soddisfare ogni esigenza, la serietà e l’affidabilità dei prodotti e dei servizi, essere presenti online. Quest’ultimo aspetto, per il nostro settore, è praticamente un inedito. Siamo sostanzialmente gli unici a essere on line, almeno in un certo modo! Siamo venditori, questa è la nostra
natura, non abbiamo mai toccato la produzione, abbiamo comprato e venduto e certo, essere a Trani, è un privilegio oltre al fatto che ci rende il lavoro molto più semplice.
Trani e questo territorio è l’unica fonte di approvvigionamento?
L’approvvigionamento è locale, nazionale e internazionale. Oltre alla pietra di Trani acquistiamo materiale da Carrara, Trento, Grecia e Turchia, dal Brasile. siamo specializzati nella pietra di Trani, allo stato grezzo e lavorata, ma si deve stare sul mercato e accontentare i clienti.
Anche se siete commercianti i disagi del settore lapideo li vivete comunque. Quali sono?
Il peggiore è la concorrenza sleale. Sono gli improvvisati che cominciano a lavorare imitando malamente l’esistente a prezzi stracciati e, se è vero
che non durano e che lo fanno con poco successo, è vero pure che rovinano il mercato. Se questo lavoro lo si vuole fare seriamente e onestamente, i costi sono alti, a cominciare dalle tasse e, dunque, la dove i prezzi alla vendita sono troppo bassi vuol dire che ci sono situazioni poco chiare, non si tratta di strategie di mercato.
Che prodotti offrite?
Per le ristrutturazioni, l’edilizia, l’arredo del giardino, le pavimentazioni per interni ed esterni, i rivestimenti per interni ed esterni, per i muretti. Insomma materiali grezzi di cava piuttosto che lavorati per tutti gli impieghi.
Lei cosa preferisce, qual è il suo materiale per eccellenza?
A me piace tutto, se qualcosa non mi pace non la prendo perché non potrei venderla. Ho però i miei gusti. Mi piace il chiaro e il rustico.
Per una cucina in muratura, per esempio, userei piastrelle in pietra e marmo di questo genere.
Esistono le mode e le tendenze in questo settore?
Diciamo che se un prodotto ha una buona resa qualitativa, di gradimento e risponde a tutta una serie di parametri, viene opportunamente spinto.
Come è stato il suo percorso in azienda?
È stato un percorso che sapevo di volere e di dovere fare e con il tempo e con il lavoro ho trovato le motivazioni per farlo.
Nostro padre ci ha dato libertà, spazio e fiducia, investendoci in questo modo di un grande responsabilità. Mi ha fatto sentire utile sin dal primo
momento. Questo mi ha fatto crescere e ha fatto crescere l’azienda.
Cosa vede oltre?
Essere in continuo cambiamento, implementare i materiali, le situazioni, distinguerci dalla massa e stare al passo con i tempi, rappresentare la novità.
E’ rischioso dal punto di vista imprenditoriale, ma si deve provare a farlo.
Siamo da poco stati in fiera a Verona e le prime novità stanno arrivando. Sono prodotti per l’arredo giardino, articoli in pietra molto particolari.