quella dell’imprenditrice Daniela Russo e della sua Oasi beach a Margherita di Savoia

Imprenditrice giovane e creativa, Daniela Russo con il suo estro ha trasformato un “affare”
di famiglia in una attività innovativa quanto affermata. La sua Oasi Beach, a Margherita di
Savoia, è diventato un punto di riferimento per turisti, buongustai e amanti del bello.

Cosa le piace del suo lavoro?
Il contatto con le persone e poi per me non è
un lavoro, è la mia passione. Senza passione
non riuscirei a fare quello che faccio.
Fare sentire a proprio agio i propri ospiti non
si fa per lavoro. E’ come se venissero in casa
mia e chi ancora non c’è stato è un amico che
ancora non ho. Non è semplice, richiede una
grande energia, ma è la mia vita!
Da quanto tempo?
Lo stabilimento balneare esiste dal 1986,
sono passati 30 anni! Un po’ più tardi, nel
1994, con mia madre abbiamo dato l’avvio
alla ristorazione, in maniera molto rustica e
conviviale, io servivo ai tavoli e mia madre stava
in cucina. Dieci anni dopo c’è stato il restyling e
dal 2011 l’Oasi beach è quello che vedete oggi.
E i matrimoni in riva al mare quando sono
cominciati?
Nel 2011. I primi sposi sono stati una coppia di
stranieri. Erano venuti in vacanza un anno prima
e quello dopo si sono sposati qui. Ora, grazie
all’impegno mio e di una collega, siamo riuscite
con l’attuale amministrazione a ottenere una
norma che consente di celebrare in spiaggia il
rito civile. Siamo consapevoli delle potenzialità
che abbiamo, abbiamo investito ed è giusto che
si facciano c ose nuove.
Cosa è cambiato, per lei, da quando ha
cominciato ragazzina a ora?
Questa era ed è casa mia, è cambiato poco,
perché ancora ora aiuto ad asciugare le posate
se c’è bisogno e a fare tutto il resto. Se non
conoscessi ogni ganglio di questo lavoro non
potrei gestire questo luogo. Io so cosa c’è
dietro le quint e!
E poi c’è anche la famiglia?
Eh sì, un marito e i nostri bambini, Diletta di
sette anni e Ant onio di due.
Anche loro, come lei, stanno crescendo in
riva al mare?
Sì, selvaggi, in costume dalla sera alla mattina!
Sono socievoli e solari, si affezionano a coloro
che frequentano lo stabilimento e viceversa e
diventano amici dei loro figli.
Diletta è la mia migliore PR!
I suoi ricordi di gioventù quali sono?
Ricordo quando mangiavamo in cucina, qui
dietro, sul tavolo di casa. Era un buco a ci
stavamo anche in 15, ovviamente tra famiglia e
clienti, tutti insieme!
Era bello, nonostante il posto non fosse così
curato, ci godevamo gli amici. Un po’ è quello
che cerco di fare ancora oggi, di continuare
quella tradizione, con i miei clienti.
Se non avesse fatto questo?
Avrei dipinto forse: in generale mi piace creare.
I vasi del rist orante li ho dipinti io.
Le sedie fuori le ho recuperato e trasformate.
Riesco a vedere oltre un oggetto, io li recupero
e personalizzo, gli do una vita nuova, comprare
è banale!
E poi penso che avrei creato scenografie per
il teatro se non a vessi fatto quello che faccio.
Non l’ho mai fatto, ma mi affascina quel mondo.
E al teatro ci va a vedere gli spettacoli?
Quando ne ho la possibilità sì. Adoro le opere
e le loro protagoniste femminili! Devo dire che
anche nella scelta dei film, sono abbastanza
romantica, addirittura smielata…
E la sua vita assomiglia un po’ a quelle storie?
Io cerco di intessere ogni giorno la
sceneggiatura della mia vita, infittendo una
rete di sentimenti. L’ho sempre fatto, ma da
quando è mancata mia madre ancora di più.
L’amore è il nodo centrale della mia vita.
Ha dei desideri?
No, non mi manca nulla, ho tutto e sono serena.
Come si impara questo lavoro?
Non si impara, lo fai, io da quando sono nata.
Mio padre aveva una tabaccheria e vendeva
un po’ di tutto. Io, bambina, mi occupavo dei
giocattoli. Questo lavoro, stare a contatto con
il pubblico, sono tutte cose che fanno parte di
me, da sempre.
Ci sono, però, qualità imprescindibili, che
non si possono non avere?
Sì, la spontaneità, l’allegria, essere solari. Era
così mia madre e mio nonno. Ci sono famiglie
che ancora oggi frequentano questo luogo e
ci tengono a dire che lo fanno perché allora
furono accolti da lui c on un sorriso!
Ci saranno dei giorni in cui mostrarsi allegri
è difficile…
Sì ci sono e in quei casi devi fare ricorso alla
tua positività interiore e tenere a bada tutto
il resto, i problemi e le inquietudini e dire “ce
la faremo anche questa volta!”. Non esiste
stanchezza, non esistono ostacoli. La forza me
la danno i miei figli, le imprese più difficili le
ho fatte con loro e da quando ho loro. Essere
mamma mi ha resa più forte! Avrei voluto un
terzo figlio, ma bisogna essere genitori giovani
per loro, va bene c osì.
Come è scandita una sua giornata?
Partiamo dalla sera…
Lei comincia sempre dalla sera. Perché?
Sì, è vero! Forse perché finisco sempre tardi e
al mattino no esco prima delle nove e quando
arrivo in spiaggia il mondo è lì che mi aspetta!
In un attimo è ora di pranzo. Il pomeriggio
è dedicato alla organizzazione dei menù.
Dunque si decide anche la spesa da dover fare.
Poi ci sono le commissioni che non mancano
mai. Il tempo di rinfrescarsi e si riprende con il
ristorante, fino a notte fonda. In tutto questo,
mio marito mi aiuta tanto, torna a casa e tiene
i bimbi e, soprattutto, mi aspetta per cenare,
anche a notte fonda, per il piacere di ritrovarci,
consumare anche un pasto frugale, bere un
bicchiere di vino e raccontarci la giornata,
concludendola insieme.
Cosa vede Oltre?
Il mio sogno quotidiano? Pizza e divano! Non ci
crederete ma è una cosa che adoro! Mangiare
la pizza nel cartone, sdraiata sul divano di casa,
che per me è un evento. Per la mia attività,
invece, nel futuro vedo l’ampliamento del
ristorante, è già in progett o e lo realizz eremo.