Menaica è il nome attribuito sia all’imbarcazione che alla tecnica e alla rete tradizionale che rendono unico e sostenibile questo tipo di  pesca. Per meglio comprenderne l’utilità è opportuno raccontarne la “trama”. Le maglie delle reti  intenzionalmente annodate larghe permettono di irretire solo le alici di grande pezzatura. Issate a bordo le reti, i pescatori disincagliano meticolosamente una ad una le alici decapitandole e sottraendone le interiora, importante fase che fa delle alici di Menaica un alimento di qualità. La mancanza di sangue, infatti, non permette il deterioramento delle carni, elimina possibili batteri, il sapore risulta deciso ma più delicato. Le alici di Menaica non sono un semplice prodotto di consumo, oltre ai valori nutrizionali e alle caratteristiche organolettiche infatti c’è di più.

Si chiamava originariamente menaide ed era una barca che in passato solcava il Mediterraneo nei mesi primaverili, a pesca
di alici. Montava la menaica appunto, una rete a maglia unica tramandata fin dai tempi dell’antica Grecia, che pian piano ha finito con l’identificare la barca stessa. Dopo aver servito generazioni di pescatori per secoli, qualche decennio fa, con l’avvento  dell’industrializzazione, la menaica (tanto la barca quanto la rete)è stata semi abbandonata, fatta eccezione per una piccola “bolla”  di resistenza a Marina di Pisciotta, nel Cilento, la culla della dieta Mediterranea. Da aprile a fine luglio in un mare calmo, mentre il cielo inaugura i caldi colori, una piccola flotta di Menaiche pesca alici fino a notte fonda. Un tipo di pesca che rasenta l’arte e implica una stretta interazione con gli elementi naturali: il vento, il sole, il mare e la luna. A Marina di Pisciotta molti turisti si recano per essere  coinvolti nei percorsi esperienziali di pesca a bordo di questo tipodi imbarcazioni. È questo che trasforma le alici da prodotto a “momento”. Possono essere gustate in tanti modi: crude, cotte o
sotto sale. In tutti i casi oltre al sapore c’è il gusto della sostenibilità ambientale ed etica.

Il caro prezzo pagato per ogni chilo di alici, infatti, sostiene anche i pescatori consentendo loro di vivere una dimensione umana, reggendo la forte concorrenza della pesca intensiva e del pesce che viene da lontano. Sulla banchina della marina di Pisciotta ogni mattina ci sono dei signori in paziente attesa del rientro delle Menaiche pronti a “buttarsi a pesce” per l’acquisto delle alici, una lunga coda che la dice lunga sull’esistenza di persone desiderose di attuare quel cambiamento al quale tanti anelano.

Che il Sole vi baci!