Giandomenico De Tullio è uno dei principali esperti internazionali di questioni legali collegate alla compravendita di proprietà immobiliari.

L’avvocato Giandomenico De Tullio è al lavoro. È un sabato mattina di gennaio, freddo ma soleggiato. Entriamo nello studio “De Tullio Law Firm” nel pieno centro di Manfredonia: l’arredo elegante vira quasi completamente sul bianco come a voler dare un assaggio dell’indole essenziale e senza fronzoli del proprietario di questo studio professionale. La Cnn ha appena trasmesso un servizio su Sambuca, la piccola località siciliana in provincia di Agrigento, dove l’amministrazione comunale ha messo in vendita le case a 1 euro per impedire il definitivo spopolamento in questo che è tra i più suggestivi borghi d’Italia.
«Stiamo ricevendo numerose email dagli Stati Uniti con richieste di infor mazioni» ci spiega il 51enne esperto di consulenze legali internazionali in ambito immobiliare. Gli americani e gli arabi si sono fiondati sull’affare Sambuca e vogliono saperne di più sulla burocrazia italiana. Iniziano proprio da qui le consulenze di De Tullio. La giornata è di quelle toste.
Giandomenico De Tullio è uno dei principali esperti internazionali di questioni legali collegate alla compravendita di proprietà immobiliari. In alcuni casi parliamo del top, dimore anche di altissima fascia. Ha un ufficio a Londra e diverse interviste all’attivo sul “New York Times”. Si dice che il suo studio abbia rappresentato importanti magnati dell’industria americana in recenti acquisti a sette zeri nella nostra Puglia, ma se provate a strappargli un nome non otterrete nulla.
Non un nome, non un caso da raccontare, non un aneddoto. De Tullio non si lascia sfuggire nemmeno un indizio che possa ricondurre a un suo cliente. Fa della riservatezza professionale un vero e proprio tabù.

Avvocato, ci racconti in cosa consiste la sua attività.

La nostra è un’attività professionale abbastanza di nicchia che ha sede in Puglia per ragioni legate alle mie origini, più che per ragioni legate a quello di cui mi occupo professionalmente. La nostra clientela infatti è interamente internazionale, proviene da tutto il mondo in particolare dai paesi di lingua inglese come Stati Uniti, Inghilterra, Australia e Canada. Ci occupiamo di due aspetti del diritto che sono estremamente specialistici: il primo riguarda la gestione, sotto il profilo esclusivamente legale, di compravendite immobiliari internazionali su tutto il territorio italiano; il secondo aspetto di nostro interesse è la gestione di pratiche successorie con elementi di internazionalità, quindi ancora una volta operazioni cross-border che abbiano ricadute su tutto il territorio nazionale.

Se dovessimo spiegare a una massaia che cosa fa nel concreto l’avvocato De Tullio, che cosa le diremmo?

Quello che fa l ’avvocato De Tullioè assolutamente semplice: quando un investitore internazionale, ovunque questi si trovi nel mondo, decide di acquistare una casa vacanza oppure di trasferirsi in Italia, lo studio “De Tullio Law Firm” si occupa di accompagnarlo e assisterlo in tutte le pratiche legali e fiscali che precedono e seguono l’acquisto dell’immobile, dalla gestione degli appalti di costruzione o di ristrutturazione, al contenzioso, finanche le pratiche che riguardano i permessi di soggiorno. Non abbiamo invece nessun tipo di coinvolgimento nella ricerca attiva dell’immobile, che invece riguarda l’attività di brokeraggio.

Il suo nome e i suoi contributi compaiono su periodici autorevoli come “The New York Times”:  come si diventa consulente legale internazionale?

Questa attività professionale è la sintesi, il punto di arrivo, di diverse esperienze all’estero che ho fatto nel corso della mia vita. Mi sono laureato presso l’Università degli Studi di Bari e successivamente ho fatto numerose esperienze professionali in Belgio, in Inghilterra, in Lussemburgo. Ho acquisito un master in Studi Comunitari presso l’università di Bruxelles, oltre ad un’esperienza nell’ambito delle istituzioni comunitarie della Commissione Europea.

Quante lingue parla?

Parlo correntemente l’italiano, l’inglese e il francese.

Il numero di studi professionali legali che si occupano di pratiche di compravendita   immobiliare o successorie cross-border è estremamente limitato in Italia: come nasce la sua intuizione di puntare tutto su un segmento così specifico delle consulenze legali?

Come spesso accade nella vita, la sfida è quella di realizzare una prospettiva professionale capace di mettere insieme una serie di esperienze e competenze acquisite e di farlo in una maniera che non sia sempre del tutto ovvia. Ha avuto una incidenza importante anche il fatto che mio padre abbia esercitato la professione notarile, di conseguenza questa circostanza mi ha dato una comprensione di determinate tematiche che io poi ho coniugato con le mie esperienze di natura internazionale. Siamo nell’ambito di una nicchia professionale che implica una serie di conoscenze non certo scontate, non soltanto sotto il profilo tecnico- giuridico o della lingua straniera, ma oserei dire anche sul piano culturale.

Che evoluzione sta avendo in Italia il settore della compravendita internazionale di immobili? Voglio dire, ci sono possibilità affinché questo settore inneschi dinamiche di sviluppo significative?

L’Italia è un paese unico al mondo per le ragioni che tutti quanti noi conosciamo e che forse talvolta sfuggono.
Viviamo in un paese così bello e ricco  di arte, di cultura e di storia, conuna varietà di paesaggi e con un’offerta agroalimentare straordinaria, insomma l’Italia oggi è un paese che attrae interesse in tutto il mondo e questo è un dato di fatto con cui mi confronto quotidianamente.
D’altra parte è un paese che vive un momento economico complesso e ha un grandissimo bisogno di attrarre investimenti internazionali diretti. Il mercato immobiliare in questo senso rappresenta sempre un motore per l’economia, soprattutto per quanto concerne alcune realtà geografiche del Meridione. Le faccio un esempio. Esistono numerosi borghi italiani, soprattutto nel Sud Italia, che vivono il fenomeno dello spopolamento in quanto scarsamente attrattivi dal punto di vista lavorativo per i nostri giovani: il fatto che investitori internazionali possano investire in questi centri storici rendendoli attrattivi dal punto di vista turistico può, dal mio punto di vista, innescare delle tematiche di sviluppo economico estremamente interessanti.
Quando l’investitore che arriva dall’Inghilterra o dagli Stati Uniti acquista un immobile questi lo ristruttura e lo abita generando un ciclo positivo di natura economica vantaggioso per l’intero territorio.

Può riportarci storie legate a un territorio che testimoniano queste dinamiche economiche?

Quello che posso dire in termini generici, con riferimento anche alla mia clientela, è che gli investitori sono attratti dai territori più riconoscibili e in questo caso la parte più significativa del nostro lavoro si focalizza sulla Toscana, sull’Umbria, sulla zona dei Laghi. Detto questo, rilevo in termini positivi un crescente interesse per la Puglia, cosa che ci rende felici e che noi stessi tendiamo a promuovere per il bene che vogliamo alla nostra terra. Il tema interessante è che anche territori che possono sembrare meno attrattivi sul piano turistico, in alcuni casi diventano di grande interesse per la clientela internazionale. Per esempio capita molto frequentemente di avere investitori che acquistano immobili in zone estremamente remote, anche in regioni che non sono così ovvie come l’Abruzzo.

In Puglia che evoluzione sta vivendo questo tipo di mercato?

La Valle d’Itria è sicuramente un territorio attrattivo, così come la fascia adriatica che parte da Polignano è oggi una delle più appetibili. Monopoli in particolare sta avendo un fortissimo sviluppo per quanto concerne gli sviluppi immobiliari internazionali. Il tema turistico e quello immobiliare sono fortemente collegati tra loro, ed entrambi hanno un certo collegamento con il tema dell’accessibilità a un territorio: è statisticamente provato che territori nei quali sono state aperte rotte Ryanair abbiano anche vissuto un forte sviluppo turistico è allo stesso tempo un forte sviluppo del mercato immobiliare.
C’è una correlazione diretta tra queste dinamiche. In Puglia abbiamo avuto fenomeni analoghi. È stata una scelta, vincente da parte delle amministrazioni regionali, quella di puntare sullo sviluppo dei nostri aeroporti che, dal mio punto di vista, oggi rappresentano delle eccellenze assolute. Avendo la possibilità di viaggiare frequentemente posso dire che trovo pochi aeroporti all’estero organizzati ed efficienti come i nostri scali regionali. È altrettanto evidente che la scelta da parte di imprenditori lungimiranti che hanno avuto la volontà, l’intuizione e la capacità di investire in vari segmenti del mercato turistico in Puglia, ha contribuito in maniera significativa a portare ricchezza e lavoro in realtà difficili del nostro territorio.

Una delle questioni al centro del dibattito pubblico riguarda i giovani costretti a lasciare l’Italia per trovare lavoro. Lei in parte ha fatto un percorso inverso: ha studiato e si è formato all’estero per poi tornare in Puglia: ha mai pensato di restare in Inghilterra o negli Stati Uniti?

Ritengo che sia fondamentale per un giovane acquisire piena coscienza del fatto che facciamo parte di un contesto più grande e che la nostra nazione è l’Europa. Vivere l’Europa e vivere le opportunità che essa ci offre credo sia un percorso importante che io consiglio a tutti quanti i giovani. Le scelte devono essere frutto di consapevolezza e conoscenza: il mondo oggi è globalizzato e voler prescindere da questo è un esercizio sbagliato. Il suggerimento che io offro ai giovani è quello di formarsi, di viaggiare, di aprire la loro mente perché acquisire queste competenze può offrire molte opportunità anche nel nostro territorio. Nel nostro Paese spesso riteniamo che le opportunità non ci siano, in realtà invece esistono ma bisogna avere le competenze, la capacità
e la professionalità per saperle cogliere. Io ritengo che la Puglia in particolare sia una regione con straordinarie potenzialità ma queste richiedono un salto di capacità e professionalità.

Proseguendo su questa linea di ragionamento, quali prospettive intravede per la nostra regione?

Il mondo del turismo può essere un riferimento importante. È un settore che cresce in Puglia e richiede alte professionalità, persone esperte e formate, soprattutto per quello che concerne il turismo di fascia più elevata che è anche quello più redditizio, quello che lascia la più risorse economiche sul territorio. Per acquisire questo tipo di competenze bisogna studiare, viaggiare, confrontarsi con altre realtà; quelli che ci riescono hanno sicuramente opportunità anche in Puglia. Quindi questo percorso che parte dalla Puglia e va all’estero non esclude la possibilità di un ritorno, anzi sarebbe estremamente importante per il territorio perché i tanti pugliesi che hanno raggiunto risultati di eccellenza oltre confine potrebbero portare qui non soltanto
il loro bagaglio di capacità e di competenze, quanto anche una rete di contatti importante.

C’è qualcuno tra i suoi clienti che l’ha particolarmente colpita?

Una cosa che ha colpito particolarmente il mio immaginario riguarda alcuni investitori molto giovani che hanno acquisito in Italia degli immobili estremamente importanti. Mi ha colpito il fatto che avesseroi realizzato la loro fortuna programmando videogames.