Giuseppe Armenise è il designer che ha progettato gli allestimenti floreali per importanti vip internazionali della musica e dello spettacolo. Lo abbiamo incontrato nel suo negozio “Botlea” a Bari.

Giuseppe Armenise è il flower designer che due  anni fa curò gli addobbi per il compleanno di Madonna nella struttura da sogno di Borgo Egnazia a Savelletri. Per due volte ha ospitato la popstar americana nella masseria che possiede a Fasano insieme a un’altra stella del design, Pino Brescia. Le ha fatto assaggiare i panzerotti e nel frattempo si tirava pizzicotti sulla guancia per essere sicuro di non trovarsi dentro una favola. E poi ha progettato l’allestimento per il matrimonio di Justin Timberlake e l’attrice Jessica Biel, i fiori per le nozze di Alessia Marcuzzi a Londra. È stato consulente di Andrea Barzagli nella versione sposo e di altri calciatori della serie A.

Ne hanno parlato tutti i giorni e con un curriculum così ti aspetteresti di trovarti di fronte uno dall’aria da vip. E invece questo fiorista di Bari, 48 anni, appassionato di viaggi, sport, peonie e ortensie, porta con sé solo un moto di semplicità. Un tipo alla mano, insomma, sobrio, con l’unico difetto, forse, di far fatica ad alzarsi presto la mattina per andare al mercato dei fiori di Terlizzi. Nel suo negozio “Botlea”, nel centro di Bari, ci fa accomodare nel suo piccolo angolo di casa ritagliato tra vasi e cactus, con tanto di specchio a forma di ovale e una fontanella che sgorga acqua più in là.

Partiamo col raccontare chi è Giuseppe Armenise.

Ho 48 anni, sono di Bari, ho studiato presso una scuola d’arte. Il mio sogno era quello di fare il grafico pubblicitario poi una serie di circostanze della vita mi hanno portato in un’altra direzione. In realtà non avevo mai pensato di fare il fiorista, né ho mai frequentato un corso da fiorista, anzi di questa cosa me ne vanto.

Perché?

Perché così come nella moda le regole per un allestimento sono le stesse: le giuste combinazioni di colori, le proporzioni, le forme. A tutto questo bisogna aggiungere il proprio gusto. La mia scuola è il viaggio: quando visiti il mondo ti si apre la mente, viaggiare ti permette di conoscere nuove realtà, nuovi profumi, nuovi colori, nuove forme che diventano poi ispirazione per un allestimento. Capita per esempio di vedere qualcosa di bello a Marrakech e magari di trasformarla in un’idea per l’allestimento di un matrimonio a cui stai lavorando in quel momento.

Come è avvenuto l’incontro con il mondo dei fiori?

Mi sono avvicinato a una persona che già faceva questo lavoro e quasi per gioco mi sono occupato di un primo evento e poi di  un secondo ancora. A un certo punto mi sono reso conto che mi piaceva questa attività. Nella mia vita ho fatto tanti lavori, ho fatto di tutto, ho insegnato anche equitazione, ma a un certo punto ho mollato tutto. La testa mi diceva che questo era il mio  lavoro.

E il cuore?

Anche il cuore, certo. Sia con le persone che nel lavoro faccio sempre quello che mi dice la testa ancor prima del cuore.

Da quanto tempo hai questo negozio?

Sono in questa sede a Bari da diciassette anni. I primi eventi li ho realizzati lavorando all’interno di strutture di altissimo livello come Masseria San Domenico e Borgo Egnazia. La famiglia Melpignano mi ha molto aiutato in questo avvio, ho iniziato i primi passi nella loro struttura e ancora oggi continuo a lavorare con loro. Grazie a questa esperienza ho avuto la possibilità di occuparmi di grandi eventi approdati anche sui giornali. Poi ovviamente ha funzionato il passaparola, si è sparsa la voce e dopo alcuni anni ho deciso di aprire questa mia attività.

Concretamente di cosa ti occupi?

La mia consulenza inizia con un servizio di wedding planner completo. La mia collaboratrice Pierpaola Disanto inizia con il design degli inviti, dopodiché proseguiamo immaginando quale possa essere il mood. Partiamo da un’idea di colori e di materiali, sempre trovando ispirazioni nelle stagioni ovviamente. Io, in particolare, mi dedico alla parte un po’ più creativa e  passo alla presentazione dei mood-boards per indicare al cliente quale direzione vogliamo prendere con il nostro progetto. Si passa poi alla selezione dei materiali, dei fiori, dei contenitori, delle luci in base anche all’entità del matrimonio. Possiamo realizzare piccoli eventi con piccoli budget, così come allestimenti per grossi eventi che richiedono non solo l’allestimento florale quanto anche un impianto scenico e luci differenti per ogni fase del matrimonio, dall’arrivo della sposa in chiesa al taglio della torta.

Insomma, ti occupi del total look di un evento. Se uno ti dovesse chiedere che lavoro fai come ti definiresti?

Un fiorista. Sono una persona che ama il bello e sa dare consigli su come scegliere il bello, una persona che ama cucinare, che ama tutto quello che è decor declinato in qualsiasi contesto, dal matrimonio alla festa privata. Mi occupo anche di decorazioni di interni.

Insomma, non solo fiori…

La scelta dei fiori è fondamentale perché serve ad ammorbidire i diversi materiali scenografici che scegliamo e che possono essere vetri, specchi, zinco, rame, ottone.

Ancora non lo hai detto per riservatezza, ma non dimentichiamoci che tu hai organizzato gli allestimenti per importanti matrimoni.

Ho curato l’allestimento per il matrimonio di Justin Timberlake con l’attrice Jessica Biel in Puglia a Borgo Egnazia; per le nozze di Alessia Marcuzzi a Londra e poi il mio sogno più grande si è realizzato quando ho avuto ospite Madonna per due volte a Fasano. Abbiamo organizzato per lei sia la festa per i 59 anni, sia una cena per dei suoi amici. Devo dire che tutto questo è successo grazie a una persona in particolare, Pino Brescia, la persona che ha creato tutto il decor di Borgo Egnazia. Tutto quello che è successo nel mio lavoro è stato reso possibile grazie a questa scintilla.

Raccontaci di più, come è avvenuto questo incontro con Madonna?

Madonna tre anni fa si trovava a Borgo Egnazia quando un giorno le hanno proposto «Ti va di visitare la masseria  dell’architetto del Borgo?», lei ha accettato e quando l’ha vista è impazzita di gioia per la bellezza, la semplicità, l’energia che trasmette questa casa, si è trovata subito a suo agio e abbiamo cenato insieme. Ogni tanto mi tiravo dei pizzicotti perché  credevo non fosse vero. Poi ci ha chiesto se potessimo organizzare la sua festa di compleanno proprio in quella masseria e così due anni fa tutti i giornali hanno parlato del suo compleanno in Puglia.

Ho letto che hai partecipato anche all’allestimento del mega matrimonio della figlia diun magnate indiano sempre a Borgo Egnazia.

In realtà mi sono occupato solo di una piccola parte di quel progetto. Era davvero un evento troppo grande, ho avuto anche la fortuna di essere ospite della serata ed è stata una bellissima esperienza.

Come hanno fatto queste personalità ad arrivare a te?

Quando si rivolgono a Borgo Egnazia gli vengono presentati una serie di allestimenti offerti da vari fornitori di fiducia e loro hanno la possibilità di scegliere.

Che cosa hai in più rispetto ad altri?

Assolutamente nulla. Il mercato è diverso, io posso piacere a delle persone e non piacere ad altre.

Il tuo lavoro è quello di regalare ai tuoi clienti l’effetto “wow”: c’è ancora qualcosa che riesce a sorprenderti?

Al bello non ci si abitua mai, ma la semplicità resta sempre la scelta migliore. La soddisfazione più grande è quando il giorno dopo ricevi messaggi da parte dei tuoi clienti che ti ringraziano e ti fanno i complimenti per il risultato ottenuto.

Quale consiglio daresti a una coppia in procinto di sposarsi?

Non bisogna mai farsi spaventare dalle apparenze. Io vivo con l’immagine e sull’immagine e quindi cerco di vivere sempre all’insegna del bello: a volte però uno può pensare che quel negozio bellissimo possa essere anche caro, mentre anche qui, così come accade in un negozio di grandi firme, puoi trovare una soluzione di qualità a un costo accessibile. Il consiglio alle coppie che si accingono a preparare una festa è quello di farsi sempre un’idea di budget, in questo modo anche per noi diventa più semplice poter consigliare meglio, offrendo un’ottima proposta creativa. Lavoriamo con qualsiasi budget, poi a chi chiede le stelle rispondo che non abbiamo la bacchetta magica.

Quanto è importante in questo settore inseguire la moda?

Le tendenze sono innanzitutto dettate dalle stagioni, poi ci sono i blogger che ormai dettano gli stili del momento. La gente vede il matrimonio della Ferragni e chiede di avere lo stesso allestimento anche quando non se lo può permettere; vede il  matrimonio della principessa e chiede lo stesso bouquet della principessa. Le riviste e internet contribuiscono a creare dei  sogni.

Cosa va di moda attualmente?

Non certo l’allestimento minimalista. È il momento dell’abbondanza. L’abbondanza dei fiori, dei colori, dei materiali, le tendenze insomma guardano al barocco. La mia idea, tuttavia, è che bisogna sempre rispettare i luoghi: non è necessario trasformare una masseria con un allestimento indiano o super english: se uno si sposa in Puglia vuol dire che ama questo  territorio, dunque la funzione dell’allestimento dev’essere quello di esaltare e valorizzare l’autenticità del territorio.

Ti è mai capitato di perdere un cliente perché le sue richieste non si conciliavano con il tuo gusto?

Sì, hai voglia. Non è che devi dire sempre di sì, a volte capita di dover dire “no” se vuoi mantenere dei risultati di qualità.

Ti capita di lavorare anche all’estero?

Abbiamo curato progetti di allestimento a Londra, Salisburgo, Barcellona. Ho anche ricevuto  una proposta di lavoro a New York per “Cipriani”, la nota catena di ristoranti: sono stato lì per un mese, ma continuare significava dover mollare tutto quello che avevo costruito qui fino ad allora. Alla fine quell’esperienza di un mesetto non ha avuto un seguito.

C’è un luogo qui in Italia a cui sei particolarmente affezionato? Tra le immagini dei tuoi lavori ho notato che compare spesso una piccola chiesetta bianca, intuisco che sia una delle tue preferite.

Si tratta della chiesa di San Michele presso la Loggia di Pilato a Monopoli. Sono innamorato del Sud Barese, mi piace la Valle d’Itria dove ci sono ancora strutture autentiche non trasformate
in sale ricevimenti. Devo dire però che tutta la Puglia è bella.

Un’ultima curiosità, perché questo nome «Botlea»?

Mi piaceva il significato visto che la «bodlea» è una pianta che quando fiorisce fa avvicinare le farfalle. Però non piaceva la pronuncia con la “d” e l’ho sostituita con la “t”, “Botlea”.