Quando dici Granoro, non devi aggiungere altro. Granoro vuol dire pasta. E vuol dire anche raccontare la storia di Attilio Mastromauro, fondatore del pastificio di Corato, capostipite di di una famiglia diventata esempio dell’imprenditoria pugliese.
Oggi alla guida dell’azienda c’è sua figlia  Marina Mastromauro che dal suo papà ha ereditato la stessa passione, la stessa dedizione, la stessa lungimiranza. «Ho iniziato a lavorare sin da subito. Dopo l’università ho studiato e mi sono laureata a Siena in Filosofia, specializzandomi nell’etica del lavoro in Hegel».

Negli ultimi 10 anni Granoro ha vissuto una seconda  vita fatta di investimenti importantissimi nelle linee di produzione, ricerche scientifiche, iniziative sociali e partnership con istituti internazionale di ricerca. «Il risultato – spiega Marina
– è una vasta gamma dei prodotti dall’integrale al biologico, la pasta ‘Cuore mio’ contenente beta-glucani che tanto bene farò cuore, la linea ‘Dedicato’ con pasta di filiera tutta pugliese, la pasta all’uovo con quasi 6 uova per chilogrammo di pasta, poi olio e legumi a filiera cortissima».

Il Pastificio Granoro produce pasta italiana di qualità in oltre 150 formati diversi e un’ampia linea di prodotti legati al tradizionale “primo piatto” italiano: salse, sughi pronti, condimenti, risi, legumi lessi e olio extravergine di oliva. Presente su gran parte del territorio nazionale, la pasta e la linea del primo piatto Granoro sono esportati in diversi paesi del mondo e il pastificio è attualmente in Italia fra i primi in ordine di importanza, con un ottimo rapporto qualità/ prezzo. Per Granoro l’alta qualità non deve essere riservata a pochi, ma deve essere per tutti ed ha basato la sua strategia sul principio di offrire la massima qualità ad un giusto prezzo.