L’art. 11 del Decreto Legge del 24 aprile 2017, n. 50, contenente la manovra correttiva, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 95 del 24 aprile 2017 e convertito in legge il 15 giugno 2017, ha introdotto la possibilità per i contribuenti di definire le liti pendenti con il fisco. Le liti definibili sono le controversie tributarie “pendenti” in ogni stato e grado del giudizio, anche in Cassazione ed anche a seguito di rinvio, di cui è parte l’Agenzia delle Entrate, per le quali alla data del 24 aprile 2017 il ricorrente abbia notificato il ricorso alla controparte ed alla data di presentazione della domanda di definizione, non vi sia già stata sentenza definitiva.
L’iter parlamentare ha esteso la definizione anche alle controversie aventi quale controparte gli enti territoriali che entro il 31 agosto 2017 avranno deliberato la propria adesione. Restano escluse dalla definizione agevolata le cause relative a risorse proprie dell’Unione Europea ed all’IVA riscossa all’importazione, attesa, anche in questo caso, la sua natura di imposta di interesse dell’Unione, nonché le cause in materia di aiuti di Stato.
Per poter accedere all’agevolazione, occorrerà presentare apposita domanda, esente dall’imposta di bollo, separatamente per ciascuna controversia, entro il 30 Settembre 2017. La definizione si perfeziona mediante il pagamento di tutte le imposte pretese con l’atto impugnato che hanno formato oggetto di contestazione in primo grado, compresi gli interessi da ritardata iscrizione a ruolo calcolati fino al 60° giorno successivo alla notifica dell’atto, con esclusione delle sanzioni e degli interessi di mora.
Nel caso in cui l’importo da versare sia superiore a duemila euro, è ammesso il pagamento in tre rate, i cui termini sono definiti dal comma 5 del suddetto articolo, ovvero:
• 40% dell’importo dovuto entro il 30 Settembre 2017;
• 40% dell’importo dovuto entro il 30 Novembre 2017;
• 20% dell’importo dovuto entro il 30 Giugno 2018.

Qualora la controversia riguardasse solo interessi di mora e sanzioni non collegate ai tributi, per la definizione si procederà al pagamento del 40% degli importi in contestazione, mentre se fosse relativa a sanzioni collegate a tributi che risultano già definiti, non sarà necessario versare alcun importo.
Processualmente le controversie definibili non saranno automaticamente sospese, bensì sarà necessario depositare apposita istanza al fine di sospendere il processo fino al 10 Ottobre 2017.

Fabio Romano
Dottore Commercialista