Un’unica famiglia, tre generazioni e un sogno: portare il vino pugliese nel mondo.

Non chiamatela azienda. Lamonarca è soprattutto una famiglia, di quelle all’antica, casa e bottega, una di quelle storie che nascono con i nonni e diventano grandi insieme ai nipoti. Questa è una storia che inizia con nonno Rocco – Lamonarca Rocco – commerciante di ortofrutta che nel 1947 decise di aprire uno dei primi frantoi oleari a Ruvo di Puglia.

Dall’olio al vino, dal nonno ai nipoti, questo è un racconto che attraversa tre generazioni. In azienda prima arrivano Francesco, enologo, che realizza il sogno di aprire un’azienda vinicola; Giuseppe che porta avanti la produzione dell’olio e Mario che si occupa della logistica in entrambe le aziende. Poi in cabina di comando arrivano i figli dei figli: Rosamaria che si occupa della direzione commerciale, marketing e rete distributiva; che guida il reparto packaging, logistica e trasporti di tutti marchi; Paola, Vincenzo, Rocco e Marco. Tutti insieme in prima linea nell’azienda di famiglia che oggi conta ventisei dipendenti e distribuisce in tutta Italia vino in brick con il brand «Bella Vite» e con le marche private (private label) nei centri commerciali. Noi abbiamo intervistato il tecnico della famiglia, Rocco Lamonarca, stesso nome del nonno, 34 anni, responsabile del controllo della qualità pre e post imbottigliamento, analisi della materia prima.

Come è cambiata questa azienda da Rocco Lamonarca del 1947 a Rocco Lamonarca di oggi?

La nostra azienda vinicola nasce come stabilimento di trasformazione delle uve in vino sfuso, vino che veniva commercializzato in cisterne in tutto il Nord Italia e all’estero. L’ingresso in azienda della nostra generazione ha introdotto il processo di imbottigliamento, il brand «Bella Vite» di nostra proprietà e confezioni eco-sostenibili, facilmente riciclabili e trasportabili così da ridurre al minimo le emissioni di CO2. Continuiamo a studiare soluzioni per sostituire materiali plastici con altri che non inquinano l’ambiente e già oggi Lamonarca è considerata un’azienda a emissioni zero in quanto totalmente alimentata con pannelli solari.

Lei porta lo stesso nome di suo nonno, ha studiato enologia, possiamo dire che è un predestinato?

È vero la mia è una passione che ha origine sin da quando ero piccolo, ma in realtà mi è stata trasmessa da zio Franco. Faccio una premessa: io sono nato qui in azienda, tutta la famiglia viveva qui nello stabilimento. Là dove oggi ci sono gli uffici un tempo c’erano le nostre abitazioni. Sin da piccoli i nostri luoghi di gioco erano gli spazi della cantina, io e i miei cugini ci divertivamo un mondo a scaricare le uve, giocando con le vinacce, scoprendo i bei colori del mosto in fermentazione e gli odori. È stato zio Franco a farmi innamorare di questo lavoro facendomi assaggiare sin da piccolo i vini, portandomi sempre insieme con lui in laboratorio quando faceva le analisi, quando contrattava nei mercati, quando visitava le grandi fiere. Ero predestinato e sono felice di esserlo stato.

“IO SONO NATO QUI IN AZIENDA, TUTTA LA FAMIGLIA VIVEVA QUI NELLO STABILIMENTO. LÀ DOVE OGGI CI SONO GLI UFFICI UN TEMPO C’ERANO LE NOSTRE ABITAZIONI”

Quanto è difficile oggi prendere questa eredità e darle una prospettiva?

Le prospettive ci sono ma è molto difficile perché i tempi sono cambiati. Oggi esiste tanta burocrazia, certificazioni da seguire, controlli da effettuare. Da una parte abbiamo una Comunità Europea molto rigida nei confronti di questo settore, dall’altra ci troviamo ad operare in un mercato che subisce molte interferenze estere e quindi a confrontarci con una concorrenza extraeuropea che ha costi di gestione diversi dai nostri e controlli igienico-sanitari diversi da quelli che dobbiamo rispettare noi.

A proposito di questo, è sufficiente oggi dire che un prodotto è «made in Italy» per poter vincere sul mercato?

Made in Italy sì, ma bisogna fare tanto di più: c’è da costruire un brand, c’è da offrire la qualità, c’è da dare risposte a un consumatore sempre più attento agli standard. La gente è sempre più esigente, legge le confezioni, presta maggiore attenzione alle etichette e  ovviamente anche al gusto. Inquesto modo si crea anche un rapporto di fiducia con milioni di consumatori finali che non vogliono mai essere traditi.

“MADE IN ITALY SÌ, MA BISOGNA FARE TANTO DI PIÙ: C’È DA COSTRUIRE UN BRAND, C’È DA OFFRIRE LA QUALITÀ, C’È DA DARE RISPOSTE A UN CONSUMATORE SEMPRE PIÙ ATTENTO AGLI STANDARD”

Il vostro è un prodotto di fascia media in termini di prezzo, si tratta di una scelta commerciale deliberata oppure avete colmato un vuoto di mercato?

Fa parte della nostra politica commerciale definita da Rosamaria Lamonarca insieme con il resto della famiglia. Abbiamo scelto di presidiare la prima fascia di prezzo che troviamo in un supermercato, tuttavia puntiamo ad essere tra i primi in termini anche di qualità in questo segmento di mercato. Si  tratta di una strategia che ci ha premiato visto che dopo dieci anni abbiamo raggiunto volumi di produzione importanti.

Come fa una realtà imprenditoriale di provincia come la vostra a convincere la grande distribuzione di tutta Italia ad acquistare il proprio vino?

La serietà, la qualità e la produttività. Sono i nostri valori. La grande distribuzione ha bisogno esattamente di questo. La credibilità prima di tutto, poi facciamo un prodotto la cui qualità è riconosciuta dagli stessi clienti e infine sappiamo essere competitivi e dunque bravi a ridurre i costi rispetto alle altre aziende competitor.

Io vedo qui tutto attorno strumentazioni che starebbero bene in un laboratorio chimico: come si svolge esattamente il suo lavoro durante la giornata?

Sveglia intorno alle 6 del mattino, alle 6.40 sono in azienda e inizia così la mia routine (anche se di routine non c’è quasi mai nulla). In realtà il mio lavoro inizia ancora prima, a monte del processo di imbottigliamento, con la preparazione di lotti di vino di dimensioni importanti. Stocchiamo queste  enormi masse di vino su cui poi vengono effettuatele analisi che riguardano la presenza di pesticidi e altre sostanze estranee che ne determinano l’introduzione sul mercato. Altre analisi servono a definire la qualità, allineare la gradazione, mettere a punto i punti di colore, gli aromi e il gusto. Seguono poi le chiarifiche del vino per renderlo limpido e privarlo degli aromi cattivi che nel corso del tempo il prodotto tende ad acquisire naturalmente. È un vero e proprio lavoro di «bland», di tagli, per conferire caratteristiche aromatiche e gustative migliori rispetto ad altri prodotti.

Quando entro in un supermercato cosa devo leggere sull’etichetta di un vino per riconoscere la buona qualità?

Nell’etichetta è sempre importante verificare la zona di produzione: mi chiedo perché un consumatore del Sud Italia dovrebbe comprare vino prodotto al Nord. Il Mezzogiorno d’Italia è leader mondiale nella produzione dei vini, acquistare prodotti della nostra terra significa anche sostenere le aziende e l’economia del nostro territorio.

Torniamo alla vostra famiglia. Cosa ha dato in più la vostra generazione a questa azienda?

Abbiamo fatto un salto nella filiera commerciale: da azienda specializzata nella vinificazione, oggi Lamonarca ha aggiunto il confezionamento e l’imbottigliamento. Si tratta di un importante valore aggiunto in linea con quanto sta accadendo negli ultimi anni in Puglia, nel Salento in particolare: la nostra regione è stata da sempre considerata il serbatoio di vino dell’Italia, ora grazie all’impegno di tante piccole-medie aziende agricole i vini pugliesi si sono posizionati nella parte alta della catena commerciale con uno standard qualitativo di eccellenza. Il nostro obiettivo per il prossimo futuro è creare una linea in bottiglia di vetro da 0,75 litri portando nella grande distribuzione il meglio dei nostri vitigni autoctoni: primitivo, negroamaro, nero di troia, fiano, susumaniello.

Quanto vino producete ogni anno?

Parliamo di circa 35 milioni di vino all’anno. Distribuiamo vino sfuso in cisterna in Germania, Repubblica Ceca e in Inghilterra. Il prodotto confezionato lo troviamo invece in tutta Italia con i nostri brand Bella Vite e Che Vino, ma anche con i private label Selex, Eurospin, Md, Decobben nel Nord Italia e altri piccoli marchi che stiamo sviluppando. All’estero il confezionato arriva in Giappone, Malta, Repubblica Ceca, Bulgaria, Romania e Ghana.

Davvero, il vino Bella Vite di Ruvo di Puglia lo troviamo anche in Ghana, in Africa?

Sì sì certo, il Governo del Ghana ci ha scelti come fornitori ufficiali di vino in tutto il Paese.

Come siete arrivati fin lì?

Ah, ci hanno chiamato loro! Non sappiamo nemmeno noi come… forse grazie al nostro sito o forse ai social… avevano avviato delle ricerche di mercato, richiesto delle offerte in giro e la nostra proposta è risultata la più competitiva. Così siamo diventati fornitori ufficiali in tutto il Paese. Dimenticavo… in tutte le navi MSC Crociere il vino in caraffa è prodotto da Lamonarca.

Ah bene, allora quando durante le crociere vediamo quei turisti allegri…

(Rocco sorride divertito)… sì sì quando li vedete allegri è merito mio. A parte gli scherzi, abbiamo raggiunto quest’altro importante traguardo grazie a mia cugina Rosamaria che con tanta dedizione, sacrificio e lavoro oltre che nella grande distribuzione riesce ad arrivare in questi mercati paralleli che non sono per niente facili da affrontare.

In tutto questo, però, non dimentichiamoci che all’interno del gruppo Lamonarca c’è anche il comparto oleario?

C’è sempre ed è sempre più importante. Non a caso nel 2017 abbiamo realizzato un nuovo opificio, un frantoio moderno separato da questo stabilimento e tecnologicamente avanzato che ha raggiunto una capacità di molitura di 3 mila quintali di olive al giorno. Anche in questo caso eravamo partiti con la produzione e la commercializzazione di olio in cisterne, oggi invece dosiamo l’olio all’interno di una linea di bottiglie in vetro da 0,50, 0,75 e 1 litro molto particolare e raffinata. In termini  qualitativi l’olio extravergine di oliva ha degli standard ancora più elevati rispetto al vino motivo per cui la nostra mission in questo caso non è la grande distribuzione che talvolta sugli oli non fa molta attenzione alla qualità. Noi produciamo solo extravergine di specialità coratina dedicato a una clientela estremamente selezionata.

Dove si può acquistare questo olio di grande qualità?

Al momento lo si può trovare solo presso il nostro frantoio ma pian piano stiamo sviluppando la nostra rete commerciale.

Prossima sfida?

Produrre vino in bottiglia da 750 ml, imbottigliare vini autoctoni e portare la Puglia in giro per il mondo.