E’ raro vedere un padre e un figlio che lavorano insieme ridere di gusto e prendersi in giro, e lo è ancora di più se il padre, Gennaro, e il figlio, Nicola, sono separati da una differenza d’età di quarant’anni.
Il padre, dice di non aver mai fatto niente per inserire il figlio. Di essere stato solo d’esempio. Il figlio dice che suo padre, per lui, è stato una colonna portante e che grazie a lui ha imparato a fare da filtro fra l’esperienza e l’innovazione.
La loro azienda, la Brini Legnami è oggi punto di riferimento in Puglia e Basilicata nella vendita di legnami, pannellistica grezza e nobile, strutture in legno: falegnami, ebanisti, cantieri navali e rivendite edili, ogni giorno si rivolgono alla Brini Legnami per l’acquisto di materiale poi lavorato per l’utilizzatore finale.
Nicola nonostante i 29 anni, vanta già 10 anni di esperienza nel settore. E’ in continua ricerca, sperimentazione e studio, perché per la Brini Legnami, innovazione vuol dire questo: individuare nuovi prodotti, risparmiare tempo e garantire al cliente un servizio e un prodotto di qualità a costi competitivi.

Nicola, rappresenti la seconda generazione?
Si. Di una realtà creata da papà Gennaro negli anni ‘70. Lui usciva da un’altra attività commerciale, sempre nello stesso settore. Io sono nato in questa attività.

Nato e vocato. Una passione manifestata sin da piccolo.
Trasferita da papà. Sicuramente credo siano anche i nostri geni… sono entrato in questa realtà aziendale e ho cercato di apporre modifiche e di far crescere il fatturato.

Oggi anche papà Gennaro è in azienda. Quindi il passaggio generazionale ancora non è avvenuto.

Non ancora. Non si è ancora compiuto definitivamente.

E la convivenza com’è?
Uno spasso. Semplicemente uno spasso. All’inizio c’erano delle divergenze e incomprensioni. Lui è classe ’48. Io ’88. Ci sono fra noi quaranta anni di differenza e non sono pochi quando si deve fare impresa insieme. Però poi papà alla fine si è rassegnato. Nel momento in cui i fatturati c’erano e l’azienda cresceva… non poteva dir nulla…

Quali cambiamenti hai apportato?

Ti rispondo dicendo che in poco tempo ci siamo ritrovati con l’80% di clienti nuovi… quelli abituali non hanno accettato le nuove regole… c’erano troppe abitudini sbagliate, ma ormai consolidate che facevano male all’azienda. I conti si facevano a dicembre, una volta l’anno… e non poteva andare bene se volevi fare investimenti e crescere… diciamo è stato necessario adottare una linea più dura. Il primo periodo è stato molto difficile.

Come hai fatto?
Sono ripartito da zero. Ho cercato di radicalizzare tutto il modo di pensare, ogni modus operandi… anche dal modo in cui si stoccava il materiale. Abbiamo fatto anche degli investimenti importanti.
Ci serviva più spazio, ma non dovevamo allargarci, quindi era necessario ottimizzare gli spazi. Così abbiamo rivoluzionato l’aspetto del magazzino.

Qual è il vostro bacino d’utenza?
E’ diviso tra falegnamerie, ebanisterie, montatori di strutture in legno, imprese edili.

Il legno da dove arriva?
Il 70% del materiale viene dall’estero. Austria soprattutto. Per le imprese edili e per i montatori di strutture in legno. Invece per le falegnamerie arrivano da Africa e Asia… legnami pregiati e particolari per arredamenti e allestimenti…

Da quanto tempo sei in azienda?
Diciamo che ci sono nato, ci sono sempre stato, ma conto qualcosa da quattro anni… prima ho fatto anche io il magazziniere, l’assistente carrellista… e poi finalmente il carrellista…

Gennaro come è cambiato il mercato nei cinquant’anni in cui lei ha lavorato nel settore del legno?
Sono cambiate abitudini, modi di fare, prodotti… prima i muratori puntellavano con travi in legno, ora invece sono sparite perché si usa il ferro. Ci sono legnami che prima andavano di più come il ciliegio o il noce… poi ci sono i falegnami che preferiscono prodotti prefiniti da assemblare.

E’ un settore che conosce crisi?
Gennaro: Per noi ci sono stati periodi di flessione, e anche periodi duri.
Nicola: Sì, ma in quei periodi siamo cresciuti di fatturato.

Le crisi sono così. Sopravvive il più forte.
Gennaro: Vero. Credo che se all’epoca non ci fossero stati 40 anni di sacrifici dietro, anche noi saremmo stati penalizzati. Non saremmo caduti, ma sopravvivere sarebbe stato difficile. In questa crisi chi è caduto è stato il viziato, quello che non si amministrava bene, che non aveva messo in conto di poter vivere momenti difficili…

Nicola, ci dai un po’ di numeri?
Quattromilacinquecento metri quadrati di superficie, tremilacinquecento coperti, mille referenze in magazzino…e stiamo per triplicare la superficie…

Una scelta importante…
E’ stata una lunga e dura decisione.

C’erano delle resistenze?
Papà ha forse ragione nel dire che non sono periodi facili per esporsi così tanto. Ma io ho deciso che cosa voglio fare della mia vita. E visto che ho 29 anni… credo ci sia tutto il tempo per sviluppare qui il mio futuro.

Che progetti futuri hai?
Ci sono tanti progetti in cantiere. Penso che l’evoluzione del commerciante di legnami andrà verso il diventare una piccola industria. Nell’arco di cinque anni noi dovremmo riuscire a dare, oltre al materiale, anche tanti sevizi che diano la possibilità al falegname, all’ebanista, all’imprenditore, all’impresa edile e al montatore di strutture in legno di poter acquistare materiale già lavorato e pronto per essere assemblato.

E’ questa l’attività per cui triplichi la superfice?
Non sarà solo un aumento di superfice. Aumenteranno anche le attività.

La vostra filosofia azienda è fatta di parole importanti, come positività, professionalità, perseveranza, passione, pazienza e precisione. In quale ti riconosci di più?
Nella positività. Quotidianamente riceviamo in azienda centinaia di clienti e potenziali clienti, addetti e professionisti di settore. Sono sempre tutti accolti con sorrisi, e grande capacità di ascolto e dedizione nei loro confronti. La relazione personale secondo me è la base sulla quale si costruiscono i nostri rapporti professionali.

E questo fa rima con passione…
L’amore per quello che facciamo e la materia che trattiamo sono imprescindibili. Il dinamismo aziendale, la reattività, sono il risultato del nostro coinvolgimento emotivo nel settore.
È l’affidabilità sulla quale possono contare i nostri clienti: da quasi 50 anni possono ordinare del materiale e trovarlo in magazzino in poche ore, possono contare su un’azienda solida a 360 gradi e che unisce storia e futuro in un’attività quotidiana di continuo studio nel settore.

Studio, innovazione e ricerca fanno parte dei tuoi interessi…
Vero. Sto studiando un sistema di riposo sul legno. Non posso dire altro… per ora…

Ma che vuoi dire?
Eh… non posso ancora svelare troppo! Però posso dirti che ho l’ansia di scoprire qualcosa, di vedere prima di altri qualcosa di nuovo che cambierà la vita di tutti. Il mio sogno è quello di essere conosciuto e ricordato per questo.

Tommi Guerrieri
Ph: Stefania Pastore