Su quali Paesi, settori o aziende è bene orientare i propri investimenti per massimizzare i profitti? Questa è una domanda che si pone sempre più spesso chi vuole investire le proprie risorse, soprattutto col venir meno delle certezze di rendimento a cui eravamo abituati.

E non è raro percepire la delusione dell’interlocutore nel momento in cui un professionista comunica di non essere in grado di prevedere l’andamento dei mercati. Non a caso, le statistiche rivelano che il 90% delle previsioni in materia economico-finanziaria si rivelano errate.

Consola anche la lettura della vicenda personale di Kenneth Arrow, economista statunitense, il più giovane vincitore di tutti i tempi del Premio Nobel per l’Economia, a soli 51 anni, per i suoi studi sulle decisioni in contesti incerti.

Come ha più volte raccontato lo stesso Arrow, durante la Seconda Guerra Mondiale svolse il suo servizio militare nell’ufficio meteorologico dell’esercito americano. Si rese subito conto che al suo ufficio venivano richieste previsioni di lungo periodo, anche a 30 giorni, che, a detta degli stessi esperti suoi colleghi, non avevano alcun valore scientifico. Ma quando provò a sollevare il problema, l’Alto Comando rispose che era perfettamente a conoscenza dell’inaffidabilità delle previsioni a lungo termine, ma le riteneva comunque necessarie per la pianificazione.

Dopo anni Arrow riuscì a trasferire questa esperienza di vita nei suoi studi sulle asimmetrie informative e le decisioni in contesti incerti, meritando il Nobel nel 1972.

L’economia, al pari della meteorologia, non è una scienza esatta. I mercati finanziari sono il risultato di una serie di fattori umani e non, e ogni previsione sul risultato delle loro infinite possibili interazioni è assolutamente imprecisa. Eppure, come sosteneva l’Alto Comando americano, le previsioni sono una base per la pianificazione.

Nei piani di investimento, dunque, è bene utilizzare tutte le informazioni in possesso per pianificare al meglio ma, allo stesso tempo, è consigliabile anche adottare delle strategie “paracadute”. E nei mercati finanziari il paracadute si chiama diversificazione, che ci pone al riparo dai rischi connessi alla concentrazione dell’investimento su un singolo Paese, settore o azienda.