Cento anni e non sentirli. Il marchio Sanguedolce, azienda andriese nota in tutta Italia per la produzione di prodotti caseari, dalla mozzarella alla burrata, compie un secolo di vita e si prepara a lanciare un nuovo investimento per uno stabilimento
hi-tech di 10 mila metri quadri e una linea destinata all’export.

Una tradizione casearia che viene da lontano. Un’azienda familiare diventata grande. Agli inizi anni del ‘900 nonno Tommaso, conosciuto dai concittadini come “il casaro”, ha inizio la produzione familiare della celebre e tipica mozzarella
pugliese. Oggi con le etichette “Saporosa di Puglia”, “Noncé” senza lattosio, “Dolcerosa”, “BIO”, Sanguedolce è una realtà che si sviluppa su 15 mila metri quadri, 180 dipendenti, circa 40 milioni di euro di fatturato portando mozzarelle, scamorze e burrate andriese nei principali supermercati italiani ed europei.

«Quando mio padre veniva a scuola per ritirare la licenza elementare – ricorda Luca Sanguedolce – i professori dicevano ‘suo figlio ha le capacità e le qualità per andare avanti con lo studio’ e tutte le volte lui rispondeva, in dialetto andriese: ‘e le mozzarelle chi le deve fare?’. Non smettevamo mai di lavorare, il lavoro ce l’avevamo nel dna: all’epoca quando finiva la scuola al pomeriggio si andava a lavorare e quando c’erano le vacanze andavo a consegnare le mozzarelle col vespino o
in bicicletta».

Il mangiar sano è il primo passo verso il benessere: questa è la filosofia di un’azienda che pur senza tralasciare i valori della tradizione, ha concentrato le sue energie su processi di sostenibilità ambientale, così come su certificazioni internazionali
di qualità e di tutela biologica.