Un’affermazione di Feurbach più filosofica che scientifica, che ha fatto epoca.
Sta di fatto che l’educazione alimentare e le regole di un corretto stile alimentare,
oggi si rendono sempre più appetibili
Abbiamo col cibo un rapporto di massima intimità, ne abbiamo sempre più consapevolezza
e sempre più persone prestano la giusta attenzione alla qualità e quantità
di cibo assunto, senza farsi ingannare dall’aspetto esteriore o dalla confezione.
Il cibo, si sa, entrato nelle fauci, certo, chi lo vede più!
C’è chi mangia “qualcosa” e velocemente, mentre viaggia in treno, e chi, invece,
mangia nel momento scelto, lentamente e comodamente magari con ciò che ha
preparato con le proprie mani, usando ingredienti scelti consapevolmente. E qui vi
invito a una riflessione sulla frase “S’è sempre fatto così”, diventata ormai l’argomentazione
ufficiale di “scelte” che non avremmo mai fatto se avessimo ragionato
con la nostra testa.
Pensiamo, per esempio, all’invito a cena. Oggi, finalmente, hanno la nostra comprensione
coloro che rifiutano un invito in quanto vegetariani, vegani o celiaci.
Chissà se un giorno, spero presto, possa essere compreso anche chi declina un invito
perché “Iologico”, e sceglie il proprio momento in cui assumere cibo.
Oso affermare: “siamo ciò che non mangiamo”, non mangiamo cibo prodotto con
lo sfruttamento del lavoro, del suolo, oppure cibo eccessivamente e inutilmente
confezionato, e altri personalissimi criteri di scelta. In questo caso gli effetti non li
sentiamo solo sul nostro organismo ma li vediamo nell’ambiente, nel lavoratore,
nell’economia di un luogo ecc.
Di alternative per condividere il nostro tempo con le persone care senza necessariamente
assumere cibo, ce ne sono tante, io per esempio questo capodanno l’ho
trascorso in una SPA, altre volte siamo stati in barca a vela e abbiamo gioito della
magia che la dimensione blu sa regalare, poi c’è l’arte e l’elenco potete completarlo
a piacimento e incontrare gli amici per il dopo cena.
Che il sole vi baci!