della sua bellezza, ospitalità e della bontà dei prodotti,
nel racconto del patron Michele Boccardi.

Masseria fortificata, dimora nobiliare, fucina di storia
e di storie che, dal 1700 a oggi, hanno trasformato
alcune decine di ettari della rigogliosa campagna
di Turi in un gioiello prezioso, Villa Menelao, grazie
all’intuizione di Michele Boccardi, imprenditore e
senatore della Repubblica.

Quando nasce Villa Menelao?
Nel 1996, ha compiuto 20 anni l’8 febbraio scorso. Motivo per cui, a marzo scorso, abbiamo organizzato un evento con 600 convenuti,
rappresentanti del mondo dei banchetti e delle feste nuziali. E’ stata anche l’occasione per presentare il piano industriale dei prossimi anni
e anche l’ultima nata, Menelao alle Cummerse.
Di che cosa si tratta?
Di una struttura tipica Valle d’Itria che alla fine del XVIII secolo, rappresenta l’evoluzione del trullo. La cummerse sono strutture in pietra
bianca troncoconiche, più grandi dei trulli per far fronte all’esigenza di conservare le provviste e tenere gli animali.
Villa Menelao è una tenuta che si espande su trenta ettari con uliveti secolare e conta 20 cummerse in un borgo, nel cuore della tenuta, che
ho voluto fosse ristrutturato, dunque recuperato e reso funzionale per percorsi enogastronomici alla scoperta della Puglia, delle sue tradizioni, del
suo artigianato e della sua cultura.
I nostri ospiti prima di apprezzare la bontà dei prodotti, hanno la possibilità di vedere e scoprire come nascono,
dalla pasta fresca ai dolci, ai prodotti caseari con siero a innesto di latte di capra. Possono, inoltre, scegliere i vini con i quali accompagnare
i piatti fra 30 cantine, con esperti che spiegano provenienze, procedimenti e storie, in un percorso didattico, oltre che enogastronomico.
Menelao alle Cummerse è un suo progetto?
Sì, è un progetto del 2014 e, di fatto, lo scorso anno, è stata inaugurata con il banchetto per le mie nozze, il 25 luglio 2015, e riparte il 16
maggio prossimo con un evento importante, visto che Franciacorta ha deciso di celebrare la sua festa nazionale, per la prima volta al sud,
proprio da noi, alle Cummerse, e porterà qui i suoi produttori.
Si tratta almeno di un migliaio di persone che trascorreranno da noi un’intera giornata.
Qual è la storia di Villa Menelao?
Nasce nel 1996, un po’ per caso. Io avevo già concluso i miei studi e, oltre alla laurea in economia e commercio, avevo anche sostenuto
l’esame abilitante alla professione e seguito un master in marketing a Volpiano, nel torinese.
Qui a Turi c’era la nostra masseria, di mia madre.
Essendo figlia unica e donna, ne aveva affidato la gestione a un massaro. Avviene, all’inizio degli anni Novanta, una sorta di rivoluzione
copernicana nel gusto delle persone, che si capovolge, e passa dalla sala ricevimento alla masseria per festeggiare banchetti e matrimoni
soprattutto. Esplode la moda delle dimore storiche e delle masserie e si abbandonano le sale ricevimento classiche.
E’ in quel momento che mi balena in mente l’idea cominciare questa avventura con la tenuta di famiglia e, con mio padre soprattutto,
pensammo di partire, senza esperienza e con un pizzico di follia!
Come andò?
11 matrimoni in un anno, ci scelsero sulla pianta, quando i lavori non erano ancora conclusi e con
il catering esterno. L’anno successivo, il 1997, passammo da 11 a 81 matrimoni.
Così decidemmo che potevamo proseguire con le nostre gambe, mettendo su una vera e propria azienda che è operativa dal 2000. Mentre nel
2010, per diversificare l’offerta, ho voluto realizzare Menelao a Santa Chiara, nel borgo antico di Turi, di fronte alla chiesa intitolata alla
Santa, recuperando un palazzo risalente alla metà del XIX secolo, che mantiene la struttura originaria di quella dimora.
Qual è il mood di Santa Chiara?
Conservare la tradizione e la custodire la tipicità dei prodotti pugliesi, per creare ricette e piatti innovativi e creativi, grazie allo chef Gaetano
Serviddio. E penso che sia una buona idea visto che abbiamo ricevuto una nomination Michelin.
Dopo Santa Chiara, nel 2012, arriva invece il marchio Menelao Maestri pasticceri, uno scrigno che racchiude il lavoro avviato nel 1998 da
Giuseppe Venusio, pasticcere che crea un team di sei persone. Sono dei maghi che riescono a interpretare, in bellezza, decorazioni e bontà,
quello che gli sposi chiedono.
Lo scorso anno, inoltre, in occasione di Expo, con 60 pasticceri provenienti da tutta la Puglia, hanno realizzato una torta gigante che rappresentava l’Italia ed è stata premiata.
Dopo tutto questo pensa che ci sarà una pausa nella evoluzione della realtà Menelao?
Affatto! Esiste già un progetto ricettivo, dimora
Menelao, un albergo diffuso nel centro storico di
turi, con 19 suite, che sarà funzionale nel 2018.
Imprenditore e politico. Come si conciliano queste due attività?
Il mio impegno politico comincia nel 2005, con Raffaele Fitto. Fu lui, con La Puglia Prima di Tutto,
a realizzare una lista civica che mise insieme candidati con caratteristiche eterogenee e provenienti dalla società civile. Io rappresentavo
il settore turismo e ricettività.
A me le sfide piacciono e per me la candidatura era anche un modo per testare la considerazione di cui sembravo godere. Andò male per Fitto e,
per un soffio, anche per me.
Da lì, però, nacque la passione politica. Nel 2007 fui eletto nel consiglio comunale di Turi, volevo cominciare dal principio. E nel 2010 fui eletto nel consiglio regionale con 13.800 voti, il secondo più suffragato in Puglia. Mi candido al Senato nel 2013, sono il primo dei non eletti. Decido
di smettere con la politica, nel 2015 infatti non mi ricandido alla regione, ritenevo chiuso questo percorso, e mi dedico alle Cummerse.
Poi purtroppo c’è stato un evento tragico, la scomparsa di un amico di famiglia, il senatore Donato Bruno, al quale, dall’8 settembre scorso,
sono subentrato. Devo dire che è molto faticoso.
La sua settimana come è articolata?
Dal martedì al giovedì sono a Roma, gli altri giorni in azienda. Ringrazio i miei collaboratori, il mio staff composto da 66 persone, mio padre Donato e mia madre Alba.
Da un anno a questa parte è mia sorella Ilia che dirige la azienda a tempo pieno.
Un’azienda che conta quasi 70 persone?
Sì e siamo in crescita, siamo passati, dal 2012 al 2015, da 60 a 66, di cui 52 con contratto a tempo indeterminato e 14 a tempo determinato.
Qual è la filosofia di Villa Menelao?
Un’azienda come questa si fonda su due elementi essenziali, la bellezza dei luoghi e la qualità del cibo e del servizio. Conclusa la fase iniziale della novità, una azienda deve dimostrare il suo valore e può farlo solo se ha conquistato il gradimento del pubblico.
Il “passaparola” è lo strumento più efficace.
Quali altri sono i vostri strumenti di promozione e marketing?
Affianco il nostro marchio a eventi che apparentemente possono sembrare distanti.
L’ultimo è stato la partnership con il Bifest, affiancando la massima espressione del cinema pugliese con la massima espressione del cibo e
della cucina. I responsabili di importanti case produttrici cinematografiche hanno anche potuto apprezzare Menelao alle cummerse,
per noi è stato un grande trampolino di lancio.
Non sono mancati eventi legati al mondo dell’alta moda, con le griffe più prestigiose, dell’arte e del teatro per ragazzi.
Abbiamo anche coprodotto parecchi libri di autori pugliesi.
Tutto questo esula dall’attività di imprenditore in senso stretto…
Io sono c onvinto che l’imprendit ore debba devolvere una part e dei suoi guadagni per favorire lo sviluppo culturale del territorio
in cui opera. Una terra che cresce, d’altronde, sosterrà adeguatamente la sua attività, in un circolo virtuoso che non dimentica la
solidarietà a quelle associazioni e fondazioni che assistono i disabili.
Cosa vede oltre?
Io sono in continuo fermento, ho bisogno delle sfide, di avere obiettivi da raggiungere e lo faccio con positività e spirito ottimista.
Questo atteggiamento non mi consente, per fortuna, di sentirmi arrivato.
Al contrario mi sento sempre al primo giorno e desideroso di apprendere cose nuove.
Nei miei 48 anni di vita ho fatto molte cose, ma sono molte di più quelle che dovrò fare, ho voglia di imparare ancora tanto e ho voglia di
fare tanto per questa nostra terra.
La Puglia ha una pot enzialità enorme come regione, a vendo tutt o quello che serve per navigare da sola, senza dipendere dal
sistema – paese. Ci in vidiano in tutto il mondo, siamo al centro dell’attenzione del turismo di alta gamma, grazie alle bellezze
rappresentate dal Gargano, dalla Valle d’Itria e dal mare del Salento.
Con 400 chilometri di costa e i nostri preziosi  prodotti agroalimentari e le persone capaci di trasformarli, abbiamo le carte in regola per un
futuro basato sul turismo.
Tutto questo se solo riuscissimo a fare rete, sistema. Saremmo grandi!
Questo è il mio sogno, creare una cabina di regia istituzionale, mettere tutti intorno a un tavolo e lavorare al risultato migliore.
La Puglia sarebbe la prima regione d’Italia!